Per decenni la Serie A ha usato un calendario simmetrico: la sequenza del ritorno era identica a quella dell’andata, con il fattore campo invertito. Dalla stagione 2021/22 non è più così, e la differenza si vede soprattutto nei mesi decisivi.
Cosa significa asimmetrico
Nel formato attuale il girone di ritorno viene sorteggiato indipendentemente dall’andata. L’unico vincolo forte è che due squadre non possono affrontarsi due volte in un intervallo troppo ravvicinato, oltre ai paletti su derby, sovrapposizioni con le coppe e disponibilità degli impianti.
Il risultato è che una squadra può giocare in casa contro la capolista a novembre e in trasferta contro la stessa avversaria a marzo, senza che le due partite occupino posizioni speculari.
L’effetto sulla stagione
Tre conseguenze concrete:
- I finali di stagione sono meno prevedibili. Nel formato simmetrico si sapeva con largo anticipo quali big match sarebbero caduti nelle ultime giornate. Ora la distribuzione varia di anno in anno.
- I cicli di difficoltà si concentrano diversamente. Può capitare una serie di tre trasferte pesanti in un mese e un calendario molto più morbido in quello successivo.
- La programmazione delle rotazioni cambia. Chi gioca le coppe europee costruisce il turnover leggendo blocchi di quattro o cinque giornate alla volta, non più l’intero semestre.
Il calendario non è tutto
L’espressione “calendario favorevole” va presa con prudenza. Su trentotto giornate ogni squadra affronta le stesse diciannove avversarie due volte: la somma della difficoltà è identica per tutti. Cambia la distribuzione, non il totale.
Quello che pesa davvero è la sovrapposizione con gli impegni infrasettimanali e con le soste per le nazionali, che colpiscono in modo molto diverso una rosa piena di internazionali rispetto a una costruita su giocatori del campionato.
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